via TechCrunch by Erick Schonfeld on 1/29/09
Social networking advertiser SocialMedia raised $6 million from IDG Ventures. Existing investor Charles River Ventures also participated. The company was shopping around for a larger investment of around $20 million with the investment bank Savian, but decided to take a smaller amount. At least, that is the story the company is going with.
The company claims that it had $16 million in revenues last year and says it was profitable for three consecutive months thanks to the launch of a new advertising product called Word of Mouth. These are opt-in display ads that asks people on social networks to answer a question or take a poll. The point of these ads are to find people who have an affinity for a brands and then rebroadcasting that affinity to their friends.
Crunch Network: CrunchBoard because it’s time for you to find a new Job2.0
giovedì 29 gennaio 2009
martedì 6 gennaio 2009
Diego Guida ed il conflitto di interessi nella nuova Giunta comunale di Napoli
Conosco Diego Guida di persona e posso testimoniare che è una persona di rara cortesia ed un vero signore, ma c'è un palese conflitto di interessi nel fatto che egli sia, allo stesso tempo, Assessore al Decoro e Arredo Urbano - Biblioteche Civiche - Archivi Storici e riordino degli Archivi Comunali - Memoria della Città - Tempo libero e dirigente della maggiore casa editrice napoletana e della libreria storica della città.
Non a caso il neo-assessore afferma, in un'intervista al Denaro: "Sulle biblioteche, ad esempio, c'è il progetto di far uscire il libro da questo tipo di spazi e allo stesso tempo avvicinare i giovani alla lettura. Il fatto è che si tratta di temi considerati fino a poco tempo fa "meno profittevoli" ripetto ad altri e sui quali si è sempre investito poco in termini culturali".
Non a caso il neo-assessore afferma, in un'intervista al Denaro: "Sulle biblioteche, ad esempio, c'è il progetto di far uscire il libro da questo tipo di spazi e allo stesso tempo avvicinare i giovani alla lettura. Il fatto è che si tratta di temi considerati fino a poco tempo fa "meno profittevoli" ripetto ad altri e sui quali si è sempre investito poco in termini culturali".
La pagellona sul Frecciarossa
Ormai è già un mese che viaggio con l'alta velocità da Napoli a Roma, e viceversa, tutti i giorni (e riprenderò domani, sob!). Come suggeriva Gianpla in un commento ad un vecchio post sul clochard divo di Facebook, sono divenuto un ottimo punto di osservazione su questo "rinnovato" servizio delle ferrovie italiane.
Allora vorrei aprire questo 2009 dello Giannizzero con un pagellone di valutazione dell'ormai leggendario Frecciarossa, almeno per la tratta compresa tra Napoli e la Capitale. Beh, un primo elemento di valutazione è già stato colto dai più attenti nelle virgolette che spalleggiano sopra la parola rinnovato, ma entriamo nel vivo:
- Spazi abitativi del Frecciarossa: 9. Davvero un bel treno, molto comodo e sempre ben pulito. Il design è fresco e ben congeniato per essere occupato da esseri umani, in definitiva, una buona ergonomia. Gli spazi sono ampli ed anche quando il treno è bello pieno non ci si sente come sardine.
- Servizi: 6. Come dicevo, il treno è sempre ben pulito ma purtroppo ci sono alcuni elementi che non mi ermettono di salire oltre la sufficienza. Innanzitutto manca sempre la carta in bagno, in tutti i bagni. Non c'è una sola salviettina asciugamani in tutto il treno, nonostante gli appositi spazi predisposti in ogni toilette. Nota dolentissima: il bar-ristorante. Il Frecciarossa è un treno di lusso, diciamocelo chiaramente. Allora come si spiega lo quallore del menù composto di tramezzini e panini polimerici? In realtà a cosa serve il vagone ristorante si capisce subito: esso viene sempre occupato (almeno è così sempre nella tratta Napoli-Roma) dai venditori ambulanti e ladruncoli napoletani che salgono senza biglietto e si piazzano su tutti i tavolini del ristorante, facendone una sorta di "terza classe" dei nostri giorni. Urli, schiamazzi ed inciviltà varie abbondano ed è superfuo aggiungere che i tentativi dei camerieri di sgomberare i tavolini sono affrontati con arroganza e minacce e resi vani.
- Puntualità: 4. il Frecciarossa arriva nell'ottanta per cento dei casi con quindici minuti di ritardo. Almeno una volta a settimana un Frecciarossa si rompe ed accumula tra la mezzo'ora e le due ore di ritardo. L'esasperazione viene attitutita dal fatto che, seppur in ritardo, il treno è velocissimo e si percepisce comunque di essere arrivati in breve tempo.
- Altruismo 0. Il Frecciarossa è un treno cannibale, occupa gli accessi alle stazioni con priorità su tutti gli altri treni distribuendo gravi ritardi e disservizi su Eurostar, Intercity, Regionali ecc. ecc. (Lombardia docet).
- Costi: 7. L'abbonamento mensile a trecento euro è un affare se commisurato al biglietto di corsa singola. E pensare che fino a novembre costava quasi la metà.
Il sintesi il Frecciarossa è un Eurostar poco cresciuto (ecco le virgolette di cui sopra), un servizio fondamentale per chi viaggia spesso tra le maggiori città italiane, ma potrebbe essere di gran lunga migliore e più efficiente. Siamo ancora lontani dalle alta velocità presenti in altri paesi, su tutti Francia, Germania e Giappone.
Allora vorrei aprire questo 2009 dello Giannizzero con un pagellone di valutazione dell'ormai leggendario Frecciarossa, almeno per la tratta compresa tra Napoli e la Capitale. Beh, un primo elemento di valutazione è già stato colto dai più attenti nelle virgolette che spalleggiano sopra la parola rinnovato, ma entriamo nel vivo:
- Spazi abitativi del Frecciarossa: 9. Davvero un bel treno, molto comodo e sempre ben pulito. Il design è fresco e ben congeniato per essere occupato da esseri umani, in definitiva, una buona ergonomia. Gli spazi sono ampli ed anche quando il treno è bello pieno non ci si sente come sardine.
- Servizi: 6. Come dicevo, il treno è sempre ben pulito ma purtroppo ci sono alcuni elementi che non mi ermettono di salire oltre la sufficienza. Innanzitutto manca sempre la carta in bagno, in tutti i bagni. Non c'è una sola salviettina asciugamani in tutto il treno, nonostante gli appositi spazi predisposti in ogni toilette. Nota dolentissima: il bar-ristorante. Il Frecciarossa è un treno di lusso, diciamocelo chiaramente. Allora come si spiega lo quallore del menù composto di tramezzini e panini polimerici? In realtà a cosa serve il vagone ristorante si capisce subito: esso viene sempre occupato (almeno è così sempre nella tratta Napoli-Roma) dai venditori ambulanti e ladruncoli napoletani che salgono senza biglietto e si piazzano su tutti i tavolini del ristorante, facendone una sorta di "terza classe" dei nostri giorni. Urli, schiamazzi ed inciviltà varie abbondano ed è superfuo aggiungere che i tentativi dei camerieri di sgomberare i tavolini sono affrontati con arroganza e minacce e resi vani.
- Puntualità: 4. il Frecciarossa arriva nell'ottanta per cento dei casi con quindici minuti di ritardo. Almeno una volta a settimana un Frecciarossa si rompe ed accumula tra la mezzo'ora e le due ore di ritardo. L'esasperazione viene attitutita dal fatto che, seppur in ritardo, il treno è velocissimo e si percepisce comunque di essere arrivati in breve tempo.
- Altruismo 0. Il Frecciarossa è un treno cannibale, occupa gli accessi alle stazioni con priorità su tutti gli altri treni distribuendo gravi ritardi e disservizi su Eurostar, Intercity, Regionali ecc. ecc. (Lombardia docet).
- Costi: 7. L'abbonamento mensile a trecento euro è un affare se commisurato al biglietto di corsa singola. E pensare che fino a novembre costava quasi la metà.
Il sintesi il Frecciarossa è un Eurostar poco cresciuto (ecco le virgolette di cui sopra), un servizio fondamentale per chi viaggia spesso tra le maggiori città italiane, ma potrebbe essere di gran lunga migliore e più efficiente. Siamo ancora lontani dalle alta velocità presenti in altri paesi, su tutti Francia, Germania e Giappone.
sabato 15 novembre 2008
Barbone diventa star su Facebook

Miracoli del social network. Un immigrato di colore che frequenta abitualmente la metropolitana di Napoli è diventato un vero e proprio divo del web, meritandosi perfino un fan club su Facebook con 1350 iscritti.
Il segreto del "successo" sarebbe nel suo caratteristico modo di chiedere l'elemosina intonando un perentorio e reiterato "spicc", termine che in un napoletano appreso significherebbe "spiccioli!". Questo intercalare pare aver affascinato studenti e lavoratori pendolari che usano quotidianamente la metro di Napoli, al punto che il termine "spicc" sarebbe addirittura entrato a far parte del gergo urbano partenopeo per identificare qualcosa che "vale pochi spiccioli".
Penso si tratti del primo caso di clochard che diventa tanto famoso in rete. Chissà come reagirebbe se lo sapesse.
lunedì 10 novembre 2008
Tutti su Berlusconi e intanto.....
.....Bassolino scappa con il malloppo. Sinistrorsi e benpensanti si accaniscono su Berlusconi e sui suoi processi preparati a tavolino dai quali è sempre uscito assolto. Nel frattempo Bassolino si candiderà alle europee nel silenzio di tutti e scapperà a Strasburgo con il malloppo. Come scrive IlGiornale.it: "Bassolino è sott'inchiesta da tempo per abuso d'ufficio, frode in forniture pubbliche e truffa ai danni dello stato perché con il suo modo di fare non avrebbe impedito l'incancrenirsi delle irregolarità nel contratto con le società Fibe e Fisia (riconducibili al colosso Impregilo) incaricate di smaltire i rifiuti secondo regole ferree ma puntualmente disattese.
In particolare - scrivono i pm - il commissario Bassolino «non impediva, realizzava e consentiva la perpetua violazione degli obblighi contrattuali dell'Ati in relazione alle gestione dei rifiuti», anche a fronte dell'«evidente e notoria» mancata raccolta dei sacchetti disseminati in ogni dove."
Dov'è il giustizialista Di Pietro, dove son Grillo, D'Alema e Veltroni?
In particolare - scrivono i pm - il commissario Bassolino «non impediva, realizzava e consentiva la perpetua violazione degli obblighi contrattuali dell'Ati in relazione alle gestione dei rifiuti», anche a fronte dell'«evidente e notoria» mancata raccolta dei sacchetti disseminati in ogni dove."
Dov'è il giustizialista Di Pietro, dove son Grillo, D'Alema e Veltroni?
La tirannia psicologica degli anti-berlusconiani
Ricordo di un bidello della mia università che mi disse sotto voce di essere elettore di Berlusconi. Aveva vergogna di farlo sentire a colleghi, professori e studenti. Mi incazzai non poco con quel bidello!!
martedì 4 novembre 2008
Troppo miele su Obama
Dal Blog di Marcello Foa
La stampa europea da nove mesi fa il tifo per Obama, quella italiana ancor di più (con qualche eccezione): è estasiata. Obama è perfetto, Obama è imbattibile, Obama sarà un superpresidente. Purtroppo anche la stampa americana sta dando una pessima prova di sè. Dico purtroppo perchè vedo i media oscillare tra i due estremi: fino a un paio di anni fa si sono fatti abbindolare con sconcertante facilità dagli spin doctor di Bush, ora eccedono in senso opposto e tirano la volata al candidato democratico. Senza ammettere la propria partigianeria ovviamente.
Due pesi e due misure: con John McCain sono stati severissimi, con Sarah Palin spietati, mentre a Barack Obama hanno perdonato tutto e hanno sorvolato volentieri sulle numerose gaffe di Joe Biden.
Negli ultimi giorni il tifo è diventato palese. Il Los Angeles Times è entrato in posseso di un video in cui si vede Obama mentre brinda all’onore di un ex dirigente dell’Olp in una serata in cui alcuni palestinesi accusano Israel edi terrorismo, ma il quotidiano rifiuta di pubblicarlo. Eppure nessuno dice nulla, nessuno protesta, nessuno si indigna.
I magistrati in Florida hanno appurato che gli attivisti del movimento progressista Acorn hanno registrato illegalmente diverse migliaia di elettori. Anche in questo caso silenzio.
Il sito Drudge Report ha scoperto un’intervista radiofonia del 2001 in cui Obama critica la Corte Suprema e rivendica le virtù della redistribuzione della ricchezza, ma i grandi media l’hanno ignorata.
Qualunque velina del partito democratico viene ripresa con entusiasmo. L’altro giorno lo staff di Obama ha annunciato un discorso storico, concludente, il colpo del Ko. In realtà ha ripetuto gli soliti slogan, ma la stragrande maggioranza dei media l’ha assecondato. Gli affondi di McCain invece sono stati relativizzati, sminuiti. E via su questo tono.
Se Obama verrà eletto, il merito sarà in parte della stampa americana cosiddetta indipendente, che ha volontariamente abdicato ai principi di oggettività. Tra gli urrah di quella europea…
La stampa europea da nove mesi fa il tifo per Obama, quella italiana ancor di più (con qualche eccezione): è estasiata. Obama è perfetto, Obama è imbattibile, Obama sarà un superpresidente. Purtroppo anche la stampa americana sta dando una pessima prova di sè. Dico purtroppo perchè vedo i media oscillare tra i due estremi: fino a un paio di anni fa si sono fatti abbindolare con sconcertante facilità dagli spin doctor di Bush, ora eccedono in senso opposto e tirano la volata al candidato democratico. Senza ammettere la propria partigianeria ovviamente.
Due pesi e due misure: con John McCain sono stati severissimi, con Sarah Palin spietati, mentre a Barack Obama hanno perdonato tutto e hanno sorvolato volentieri sulle numerose gaffe di Joe Biden.
Negli ultimi giorni il tifo è diventato palese. Il Los Angeles Times è entrato in posseso di un video in cui si vede Obama mentre brinda all’onore di un ex dirigente dell’Olp in una serata in cui alcuni palestinesi accusano Israel edi terrorismo, ma il quotidiano rifiuta di pubblicarlo. Eppure nessuno dice nulla, nessuno protesta, nessuno si indigna.
I magistrati in Florida hanno appurato che gli attivisti del movimento progressista Acorn hanno registrato illegalmente diverse migliaia di elettori. Anche in questo caso silenzio.
Il sito Drudge Report ha scoperto un’intervista radiofonia del 2001 in cui Obama critica la Corte Suprema e rivendica le virtù della redistribuzione della ricchezza, ma i grandi media l’hanno ignorata.
Qualunque velina del partito democratico viene ripresa con entusiasmo. L’altro giorno lo staff di Obama ha annunciato un discorso storico, concludente, il colpo del Ko. In realtà ha ripetuto gli soliti slogan, ma la stragrande maggioranza dei media l’ha assecondato. Gli affondi di McCain invece sono stati relativizzati, sminuiti. E via su questo tono.
Se Obama verrà eletto, il merito sarà in parte della stampa americana cosiddetta indipendente, che ha volontariamente abdicato ai principi di oggettività. Tra gli urrah di quella europea…
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